Tragedies happen.What are you gonna do?Give up?Quit?No.
I realize now that when your heart breaks,you gotta fight like hell to make sure you're still alive.
Because you are...and that pain you feel,it's life.That's there to remind you that somewhere out there is something better...and that something is worth fighting for.
Il buongiorno nel bel mezzo di una bella nevicata. Il cielo è grigio, e i fiocchi scendono grossi e fitti. La temperatura si abbassa, l'umido passa in fretta e la giornata diventa iridescente. Il sole che riflette sulla neve morbida è rifratta in diversi colori tingendo il cielo e le nuove di rosa, dietro montagne luminose candide e immacolate.
Una passeggiata in questa neve è imprendibile .. In paese a piedi chiedendosi perché non sia sempre cosi.. È meglio. È stupendo. È appagante.
Spesa, ma non per me. Girando per le stradine ovattate e scivolose, portando i pacchi, a "nonna" Lucia, già che sono lì spalo la neve dall'ingresso: ripagata con una mattinata tra ferratelle e pizza rossa e con le patate.
Tutto ad occhio come sempre. Su una spianatoia una fontana di farina e in mezzo sette uova un paio di cucchiai di strutto, circa undici di zucchero semolato, la scorza grattata di un limone un bicchierino di pernod e qualche manciata di semini di anice. Con una forchetta si raccoglie pian piano la farina dai lati amalgamando tutto bene fino a che diventa un impasto lavorabile a mano, poi si taglia in pezzetti che vengono infine trasformati in palline.
A fuoco vivo, il ferro va fatto scaldare bene, ungendolo con l'olio o alla Lucia maniera con il grasso tagliato dal prosciutto inforcato e passato una volta ogni due tre ferratelle sul ferro. Quando questo è bello rovente..ed è meglio non provare la temperatura mettendoci una mano nel mezzo... Dunque si mette una pallina di impasto al centro e si chiude al volo stringendo i due ferri tra loro, dopo una trentina di secondi si gira il ferro dall'altro lato...altri trenta secondi e ZAC la ferratella è pronta.
Belle croccantine ed aromatizzate. Molti mettono anche un pizzico di cannella. Secondo ne è fondamentale un bel pizzico di sale,anche se pare che molti non lo mettano.
Presto sarà da provare la versione salata al pecorino....
Domenica 22, non potete non vedere presa diretta sul questione della spazzatura...
non potec continuare a fare finta che il problema non esista anchea Roma e non solo a Napoli, di cui già non si parla più.....
Non potete fare finta che non esista un'alternativa:
consumre meno, produrre meno rifuti e quilli che si producono comunque differenziarli, riusarli, e riciclarli.
Perchè io ci ho camminato su quella m***a di Malagrotta, e ho purtroppo sentito bene quel puzzo schifoso, ho visto quel nero che si chiama percolato... e c'ero anche quando si è trattato di dire agli snob fergenesi del cazzo che c'è un PROBLEMA.
per i contatti con San Francisco... grazie Sergio Apollonio.
Spero che Fregene abbia almeno socchiuso un occio...ma so che molte persone si stanno svegliando, e forse non solo quelli che rischiano di vedersi la propsia abitazione sommersa di talquale. Io lo spero. Io spero che le immagini dei limoni storti chegiravano quando a Napoli c'era la guerriglia, spero che i racconti delle mamme con i bambini peini di malattie e fastidi nati nei dintorni di chiaiano...o dov'era... beh ecco io spero che dall'angolo del cervello di ognuno facciano capolino nel momento giusto.
Girando per caso di link in link, mi sono ritrovata sul blog di una donna, incredibilmente intimo e allo stesso tempo aperto e accogliente. Nel senso che è una donna che come altre è precaria, che come altre scrive per non pagare uno psicologo, che come altre affronta le difficoltà a testa alta e rispettando se stessa.
Fa un lavoro "particolare", perché è precario.
parla della Vita, dell'amore e del sesso.
Dovrebbero leggerlo molti uomini, e altrettante donne.
mi piace perché scrive così:
"La carne piace"
Per favore, confortate le lavoratrici e le donne, uomini ma anche donne a cui piacciono le donne: volete dirlo che la magrezza c’entra poco con l’erotismo e la sessualità?
Mi piace Perché ride della sottile ironia che nel suo precario lavoro di "puttana al telefono" non viene richiesta la bella presenza, ma per fare la "brava" hostess sì, per fare la commessa "per bene" anche....stranamente per i lavori per bene è sempre richiesta la bella presenza...
Mi piace perché Ama, ama gli uomini e l'Amore, ama la vitalità della carne, perché non si vergogna di essere chi è.
"Eh ma l'italia è così Gustav. Ti devi concentrare sulle cose belle, altrimenti non se ne esce"
"Io credo si abbia il dovere morale non di fuggire, ma di restare sul posto e di non mollare mai"
Ma come si fa a non vedere i 309 deputati contrari all'arresto di Cosentino? cerco di concentrarmi sui 298 favoreli, ma quei 309 mi invadono il cervello.
...no, l'antropologia non smetterà mai di scorrermi nelle vene. Sarà sempre filtro di ogni mio sguardo, dietro ogni azione. Verrà impastata in ogni pane, pizza, pandoro o biscottino prodotto dalle mie mani.
Le immagini di questo video si commentano da sole.
L'unica cosa che vorrei sottolineare è che non si sta parlando di un intervallo statico. eeehhhh no! statico proprio no. forse la rciostruzione fisica si muove talmente piano da sembrare ferma, ma qualcosa di più importante si sta muovendo. Da un lato il rischio della disgregazione sociale causato dall'improvvisa modifica dei rapporti di vicinato, la "deportazione" in quartieri inesistenti in case dall'alienante uguaglianza e a-modificabilità. Dall'altra il bisogno di ripensare l'accaduto, di porsi domande sul post-terremoto, e poi sul prima. Quali le vulnerabilità, quali le problematiche invisibile agli occhi dell'abitudine!? Il dramma del terremoto ha portato alla luce tutto il non espresso, ha costretto a guardarsi dentro e intorno.
E' questo che stanno facendo da subito dopo il terremoto diverse persone, prima nell'intimità della propria solitudine in spazi nuovi e asettici, o nel frastuono della macchina degli aiuti, poi insieme ad altri, sempre più consapevolmente. Sono le assemblee e i movimenti, che si formano e si disgregano, ma ogni volta che si riformano hanno una forza in più quella dell'esperienza del confronto.
La CONSAPEVOLEZZA è la chiave di questa nuova aquilinaità. Laboratorio politico di partecipazione cittadina, questa è la grande opportunità che ha di fronte a se l'Aquila.
Ho già accennato altrove ad alcuni dei gruppi che più hanno inciso negl ultimi 32 mesi nel ricostruirsi di un'anima aquilana. Questo video ricorda a tutti quali sono i LUOGHI della propria identità, forse anche più di quanto li si sentisse effettivamente propri prima del sisma. ed è a partire dalla lotta per la ricosruzione di questi luoghi che sta rinanscendo quel tessuto sociale che si temeva si disperdesse totalmente fra le macerie. Nuove importanti relazioni si sono strette, anche sodalizi intellettuali inediti. L'occasione di ripensare la prorpria città, le proprie periferie hanno costretto a convivere architetti urbanisti filosofi antropologi medici giornalisti comunicatori studenti e casalinghe. COn tutti gli scontri del caso.
E così Casematte "non si lascerà intimidire", dopo aver creato un importantissimo punto d' inconto in un luogo che già da prima era lasciato al degrado e all'abbandono, non scapperà dopo aver messo in atto le intenzioni della ASL stessa che ora ne chiede lo sfratto: farne un luogo per l'integrazione sociale.
E a pochi kilometri di distanza si uniscono finalmente acuni giovani dell'altopiano delle Rocche, mettono le basi per interrompere il ciclo delle conflittualità controproducenti tra comuni con interessi molt più coincidenti di quanto vogliano vedere. Una consulta giovanile che serva da aggregante che dia forza a dei giovani sempre più sfiduciati sule loro possibilità di avere un futuro nei luoghi che amano. Un'occasione per analizzare insieme e criticare e poi proporre all'amministrazione comunale delle idee per migliorare la qualità della vita dei giovani residenti sull'altipiano.
Ma è forse nell' "Appello per l'Aquila" che più si esemplifica il ruolo aggregante del bisogo di ricostruzione di cui parlavo.
un Appello alla partecipazione ad una nuova politica per una nuova città. Forse per la prima volta ho l'impressione che non si voglia più banalmente indietro un'idealizzazione di città perduta, ma si voglia un'Aquila migliore rinnovata più consapevole aperta e positiva di fronte alla realtà della situazione: è una città diversa, ma non per forza peggiore, la si può migliorare. Consapevole della forza dei propri cittadini quali protagonisti della loro stessa storia.
"La città scrive il suo futuro"
A chi pensa che mai come oggi il bene di ogni singola persona è il bene comune costruito da una comunità solidale e consapevole.
A chi come noi crede che il necessario cambiamento possa
avvenire ormai solo fuori dalle logiche delle spartizioni partitiche,
che la politica debba essere lo strumento di partecipazione alle scelte
per il bene comune.
A chi crede che la forza di un programma dipende sia dalla
qualità delle proposte che dal percorso di condivisione che le genera,
dalla storia di chi lo propone e dalle forze che riesce a mobilitare.
A chi sente che oggi abbiamo la responsabilità di dimostrare di
essere all'altezza di chi nei secoli ci ha preceduto e rifondare una
città migliore.