Tragedies happen.What are you gonna do?Give up?Quit?No.
I realize now that when your heart breaks,you gotta fight like hell to make sure you're still alive.
Because you are...and that pain you feel,it's life.That's there to remind you that somewhere out there is something better...and that something is worth fighting for.
I am beautiful
No matter what they say
Words can't bring me down
I am beautiful
In every single way
[...]
Trying hard to fill the emptiness
The pieces gone
Left the puzzle undone
Ain't that the way it is
[...]
We're the song inside the tune
Full of beautiful mistakes
And everywhere we go
The sun will always shine
And tomorrow we might awake
On the other side
Natale al Pan di Zenzero
E' troppo caldo per sembrare Natale, ma almeno la città è piena di decori.
A casa l'albero c'è, con le sue palline di vetro che ricordano ghiaccioli e stalattiti, le micorlucine, le candelin, i primi pacchetti infiocchettati d'oro e argento...
Vorrei la neve, vorrei sciare vorrei svegliarmi la mattina inondata di quel sole gelido e pungente eppure avvolgente che solo dopo una forte nevicata fa sbrilluccicare qualsiasi cosa...qualsiasi, anche il sorriso più mesto.
Neanche in montagna era sufficientemente freddo, ma i profumi dell'inverno c'erano quasi tutti, la legna che brucia, e il vinbrulè sul fuoco. Mancava solo quello, quel suo peculiare odore di... di... neve.
Le tradizioni ci confortano, e a volte anche fare nostre quele degli altri. Come i "gingerbread man", quegli omini di panpepato che guardavo e sognavo sul quel libro di favole quando ero bambina. Sempre sorridente, o quasi, rassicurante con quel suo colore brunastro e i bottoncini di caramelline rosse, bello cicciottino e in buona compagnia. Poi da grande ho capito che in reatlà sto gingerbreadman, meglio noto come gingy, era un fesso, chè si fa fregare/divorare dalla volpe. Forse era la volpe che si era stufata di sperare nell'uva...
Vuoi o non vuoi, io i biscottini di pan di zenzero/panpepato [ancora non ho capito come si chiama], li adoro, e dunque perchè non farli io!?
Eppure c’è chi pensa che Facebook sia ormai il vero web. Che sia il nuovo paradigma assieme agli app store.
“Non
so perché si dicano cose del genere. Il giro di affari del web è molto
più grosso rispetto al social network di Zuckerberg. E poi stando alla
mia esperienza si sceglie uno strumento o una tecnologia perché rende la
vita migliore. E Facebook non lo fa. Non migliora la nostra vita”.
Parole di Cory Doctorow [ad u giornalista di Repubblica qui]..co-autore di un noto (in Italia veramente non mi sembra tanto) blog, che parla di tutto: BOing Boing. Uno di quelli contro le App e il "giardino chiuso" entro il quale costringono le persone ad utilizzare il web. Sono pazza dell'iphone eppure condivido la sua visione. Le App sono estremamente limitanti rispetto le potenzialità del web, MA...secondo me c'è un MA che sarebbe quello di essere in grado di mantenere sempre il proprio occhio critico e di utilizzare le App in ciò che facilitano, e sbizzarrirsi sul web. Cosa resa oramai molto difficile dal super controllo googleiano.
Qualunque nostra ricerca non è libera neanche su Google, a partire dalla semplice riflessione sul fatto che risultatidiversi ci appaiono se navighiamo dagli USA o dall'Italia...per arrivare al genere di risultati ottenuti quando lo facciamo essendo connessi al nostro google account. Ma questa è un'altra storia.
Per tornare a Facebook.... no Facebook NON ci migliora la vita, e anche se mi manca essere coinvolta in quale post di scherzo tra me e altri quattro amici, più passano i giorni di mia assenza da quella piazza virtuale più mi rendo conto di quanto poco in termini assoluti rendesse migliore la mia vita.
Non vorrei essere annoverata tra coloro i quali demonizzano facebook, qualche aspetto positivo lo ha e non si può in alcun modo negare, sono altrettanto certa però che molto dipenda dalla nostra forza di rispettare alcuni limiti di utilizzo.
Stare a cena o al pub con qualcuno che non riesce a staccare gli occhi dal proprio smartphone acceso su facebook e sulla localizzazione ha qualcosa di sbagliato.
Lo zen esagera quando esige il silenzio durante il pasto per potersi permettere di essere completamente consapevoli della propria azione corrente e di cosa si stia mangiando...ma questa distrazione, questo continuo movimento degli occhi tra il piatto la persona di fronte a noi ed un magnetico cellulare a volte mi fa pensare a quei bambini con probelmi di concentrazione, in america curati con l'Adderall ["Adderall is a brand name of amphetamine salts–based medication used for attention-deficit hyperactivity disorder and narcolepsy." da wikipedia.] A volte ero anche io così, anche se forse/spero non di fronte agli amici, ma sicuramente di fronte alla tesi...
Probabilmente non si tratta di Facebook, appunto, si tratta di noi, e della nostra capacità di affrontare la vita gli altri ecc ecc
Facebook non è "solo virtuale e quindi irreale", temo coloro che continuano a considerare così ciò che si fa attraverso il web. Siamo persone vere, soprattutto da quando non dobbiamo neanche più immaginarci e interpretarci in personaggi inventati dietro a strani nickname in qualche anonima chat.... e anche in quel caso, tante volte erano in gioco emozioni "vere".
Il punto è che Facebook non dovrebbe essere in grado di PEGGIORARE la nostra vita!!! e quando per qualche motivo ci sembra lo stia facendo è il momento di ritrovare il proprio contesto, perchè non si tratta di facebook, ma di noi stessi. Se poi per qualche aspetto sarà in grado di Migliorare la nostra vita, benvenga...
Lo stesso discorso lo si dovrebbe applicare agli smartphone....
E proprio parlando delle relazioni esistenti tra virtuale/reale...evidentemente in
molti non considerano così lontante le due sfere (sempre ammesso che
sia corretto parlare di DUE sfere appunto!), "incarnate" unite "oggettificate" nello smarphone
ad esempio la Syria!!
"Come si protegge un regime dalla primavera digitale? Come si spegne l'incendio democratico
[...]
Ha ordinato di cessare le importazioni di iPhone e di impedirne l'uso ai cittadini."
Quando ci si sperde credo sia consigliabile restare dove si è, finchè qualcuno non venga a cercarci, ma a chi salterà in mente di venirmi a cercare qui...
ah, "consigliabile"! Forse se avessi ascoltato i buoi consigli ora non sarei qui, ma è proprio questo il mio difetto peggior io so darmi ottimi consigli, ma poi seguirli mai non so...
Ho imboccato il mio cammino senza alcuna riflessione senza pensare che tutto si paga...
...::: ______________ :::...
Each morning I get up I die a little
Can barely stand on my feet
Take a look in the mirror and cry
...
Somebody, somebody
Can anybody find me somebody to love?
Few days off from Facebook..enough to become invisible..
Mi ero abituata a quella quotidiniaità, a quel modo di esserci sempre..
gli
amici, anche i migliori anche quelli veri, non li sentiamo mai quanto
si fa attraverso facebook, ci sono sempre ma non ci sono sempre...
e su Facebook ci sono sempre tutti, sempre, stranamente soprattutto quelli che poi non senti mai se non sei su Facebook.
Walk in silence,
Don't walk away, in silence.
See the danger,
Always danger,
Endless talking,
Life rebuilding,
Don't walk away.